mercoledì, 24 giugno 2009 | in : tempi moderni, res publica, copioincollo, dachepulpito

ecco ... come dirlo meglio?

Lettera aperta sul nuovo moralismo
Ubaldo Casotto per
Il Riformista

Gentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista
Faccio questo mestiere da vent'anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura... Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete.

Mi spiego. Ho una figlia in età di liceo e dal prossimo anno potrà fornirsi liberamente di preservativi a scuola (non credo che sulle confezioni ci saranno scritte tipo quelle che campeggiano sui nostri pacchetti di sigarette: "Il sesso in età precoce nuoce all'equilibrio psichico") e vivere "gioiosamente" e "liberamente" le sue "avventure" (avventure che potranno indifferentemente essere con un uomo, una donna, più uomini, più donne, un mix tra i due generi e... perché no?, anche con il concorso di qualche animale, come teorizzato da illustre pensatore tempo addietro).

Ho un figlio di undici anni, non credo sappia che alle sue compagne di classe verrà consigliato il vaccino contro il papillomavirus, responsabile di alcuni tumori dell'utero e che si trasmette attraverso i rapporti sessuali. Non lo sa ma presto glielo spiegherete voi, o provvederà un insegnante di educazione sessuale, magari lo stesso che in seconda media spiegò a mia figlia (quella di prima) che la gravidanza è un "inconveniente" del rapporto sessuale dal quale tutelarsi, appunto con il preservativo.

Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l'assoluta liceità della professione (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c'è rivista che con l'approssimarsi dell'estate non spieghi che «l'avventura extraconiugale fa bene alla coppia». Preti, suore e monaci dovrebberro, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi... insomma scopare.

Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfrontatezza e senza limiti... E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qualche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell'anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo.

Ma andate a farvi fottere!

Uncas @ 10:29 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 18 giugno 2009 | in : storia, immagini e parole

La Luminara

luminara 1985 - foto Bastianelli

“Mamma, perchè c’è la Luminara?” Storia di una città che ha perso la voglia di festeggiare.

Oggi, 17 giugno, giorno in cui si ricorda San Ranieri, patrono di Pisa, si conclude la feste per eccellenza dei pisani, iniziata la notte del 16 con uno degli spettacoli più suggestivi della Toscana, la Luminara. Settantamila lumini, accesi e appesi sulle finestre delle case, illuminavano ieri i lungarni di Pisa, riflettendosi in un emozionante gioco di luci sulle acque mosse del fiume. Avendo sempre visto l’Arno nella sua normalità è immediato il contraccolpo di fronte a questo spettacolo. La gente passeggia lungo le vie che costeggiano il fiume, godendosi quella atmosfera festosa e suggestiva e aspettando il maestoso spettacolo pirotecnico con cui si conclude la serata. Insomma, la Luminara da sempre per i pisani, e per gli studenti che la città ospita, è la notte più bella.
Eppure quest’anno questa festa tanto bella e tanto attesa è stata preceduta da una
valanga di polemiche, scaturite dall’ordinanza del sindaco Filippeschi che impone ai pisani che abitano sui lungarni di montare sulle proprie finistre le apposite “biancherie”, la sagome bianche di legno su cui vengono legati i lumini, pena multe fino a 500 euro. Già l’anno scorso alcuni palazzi per protesta erano rimasti al buio. Le ragioni: proteste contro il comune, in particolare per il degrado della città, o semplicemente contro una festa religiosa, fatta per un santo.
I cittadini si lamentano che la Luminara ormai non è nient’altro che l’ennesima occasione per schiamazzare e passare notti di baldoria e alcol, e questo è provato dallo scempio che i netturbini devono pulire la mattina dopo o dalle notti insonne che molti passano. Questo malessere si è trasformato in minacce di lasciare i lungarni al buio e, in seguito al provvedimento del sindaco, ricorsi, denuncie e accuse.
Il vero problema è che si è persa la ragione ultima per cui è nata e da anni, anzi, secoli, si ripete la festa della Luminara. Per molti la Luminara non è più una festa religiosa, ma una festa laica. Ma cosa vuol dire festa laica? Vuol dire forse una tradizione senza radice, senza storia, senza volto. Un qualcosa che si ripete ogni anno perchè è bello, ma che ultimamente si è persa la ragione per cui è bello quel gesto. Quel gesto che nacque non come imposizione dall’alto, non da un’ordinanza del sindaco, ma dalla mossa di un popolo. Di un popolo commosso dal dono che per la città era stata la figura di san Ranieri, santo ricordato per il gran numero di miracoli di cui ogni giorno era protagonista, tanto da doversi punire corporalmente, digiunando e mangiando solo il giovedì e la domenica, per restare umile di fronte a ciò che non lui ma Dio compiva per mezzo di lui. Così, cinque secoli dopo la morte del santo, quando nel 1688 il Granduca di Toscana Cosimo III decise il trasferimento delle sue spoglie mortali in un’urna di marmo prezioso, durante la notte della traslazione il popolo pisano rendeva omaggio all’amato patrono ponendo alle finestre dei lumini.
Forse manca proprio la coscienza dell’origine di questa festa, del perchè il popolo pisano salutò in quel modo il suo patrono, di chi era per loro san Ranieri. O prima ancora che significato di questa festa manca la semplicità degli occhi di una bambina, che nel guardare i fuochi d’artificio si accorge che le manca un fattore per conoscere fino in fondo la bellezza che ha davanti e domanda alla mamma al suo fianco: “Mamma, perchè c’è la Luminara?”. Questa domanda, la domanda sull’essere, è la domanda più importante del cuore dell’uomo, che scaturisce da tutta l’esigenza di significato che abbiamo. Ed è la domanda più grande e più seria della vita, tanto grande che l’uomo d’oggi, non trovando risposta, preferisce censurare. La Luminara è l’avvenimento che ogni anno si ripete per ricordarci proprio di quel santo, di quel testimone grande di fronte al quale possiamo festeggiare. E possiamo festeggiare proprio perchè c’è una risposta a questa domanda infinita che siamo, ed è possibile conoscerla attraverso il volto di testimoni che l’hanno trovata, incontrata, come per tutti fu san Ranieri.

Uncas @ 09:24 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 11 giugno 2009 | in : satira, ridere

P&D

prima e dopo la cura

p&D elezioni

p&D gheddafi

dune_artefatti

Uncas @ 14:25 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 04 giugno 2009 | in : storia, immagini e parole, in cammino, tien an men

l'Honda 350 del Vigna rombava sulle strade della Garfagnana, avevamo appena preso un acquazzone e cercavamo inutilmente di asciugarci ringraziando mentalmente la tuta tedesca che Elias ci aveva prestato "Forse piove!" eveva ipotizzato ... forse una sega!!

 CI fermammo a vedere il Ponte del Diavolo a Ponte a Mozzano, La mia khefiah, zuppa di pioggia volò via verso Lucca e fui fortunato che, impigliandosi nella catena della moto, non mi portò via il casco e il contenuto.

Arrivati a trovare i nostri amici dell'Università di Pisa, la notizia - che viaggiava per telefono via cavo - era che a Tien An Men erano morti 3000 studenti come noi.

Nei giorni successivi dovemmo fronteggiare gli insulti - "fascisti, reazionari!!" - dei compagni in Facoltà che strappavano i nostri manifesti firmati "cattolici popolari" che riproducevano una frase esposta nella piazza di Pechino .. strano come certe cose restino in mente:

Madre tu mi hai fatto perchè studiassi con onore ma oggi guardami, io lotto anche per te, perchè la libertà vale più della vita.

Uncas @ 12:18 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 28 maggio 2009 | in : politica, res publica, umbria, perugia
carica!
candidatiAl Comune di Perugia 601 candidati consiglieri e otto candidati a Sindaco. Ogni condominio c'ha il suo ... è vero, c'è chi fa di peggio però ..
Allora, per dare un po' di colore all'evento mi sono divertito a incasellare qualche dato per scoprire che:
il più attempato fra i candidati è Luigi Siniscalco da Napoli, dei Comunisti Italiani classe 1921, la più giovane, invece, Daniela Morpurgo da Trieste - diciottenne da appena 4 mesi. la lista con la minore presenza femminile? Il PDL per Sbrenna sindaco, solo un candidato su dieci è dell'altra metà del cielo. Quella che è andata oltre ogni più roseo auspicio? L'UDC con il 47,5% di donne candidate. I perugini-de-Perugia spopolano nel PD: solo il 18% dei candidati è nato fuori comune mentre la lista più cosmopolita è Perugia Civica Aria Nuova in Città con il suo 65% di extracomun ... ali.
Oltre al candidato sindaco Boccali altri due festeggeranno il compleanno nei giorni del voto: Fabiola Dessì classe '62 della lista 5stelle - Beppe Grillo e Demetrio Andidero, classe '37 che si presenta con l'UDC. E, a proposito delle date ... 325 degli aspiranti consiglieri hanno almeno un giorno di vita più di me e 276 sono più giovani ... è proprio vero: votare fa tornare bambini!!

TUTTE LE LISTE E TUTTI I CANDIDATI: Candidati_Comune_PERUGIA
Uncas @ 22:53 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, 24 maggio 2009 | in : res publica, immagini e parole
magritte-rene-golconde-31006092245
In stracarichi tramvai
accalcandoci insieme,
dimenandoci insieme,
insieme barcolliamo. Uguali ci rende
una uguale stanchezza.
Di quando in quando ci inghiotte il metrò,
poi dalla bocca fumosa ci risputa il metrò.
Per incerte strade, tra vortici bianchi
camminiamo, uomini accanto a uomini.
I nostri fiati si mescolano tra loro,
si scambiano e si confondono le orme.
Dalle tasche tiriamo fuori il tabacco,
mugoliamo qualche canzonetta di moda.
Urtandoci coi gomiti,
diciamo scusa, o non diciamo niente.
La neve sbatte contro le facce tranquille.
Avare, sorde parole ci scambiamo.
E proprio noi, tutti noi, ecco qui,
tutti insieme siamo
quello che all'estero chiamano Mosca!
Noi che qui ce ne andiamo con le nostre borse
sotto il braccio, coi nostri pacchetti e fagottelli,
siamo coloro che nei cieli scagliano astronavi
e sbigottiscono i cuori ed i cervelli.
Ognuno per conto suo, attraverso
le nostre Sadovye, Lebjazie, Trubnye,
secondo un proprio itinerario
e senza conoscerci l'un l'altro
noi, sfiorandoci l'un l'altro
andiamo...

E. Evtusenko
Uncas @ 22:13 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 18 maggio 2009 | in : educazione, immagini e parole, frociopoli

OMOlogazione

Si è "celebrata" (le virgolette sono d'obbligo vista la ieraticità che ormai le vestali omopride attribuiscono ad ogni iniziativa che li riguarda) la V^ giornata mondiale contro l'omofobia.

Tutti i media si sono scatenati ed affaticati a dare il proprio contributo al processo di "normalizzazione", io mi sono accorto dell' "avvenimento" quando da un muro della città un manifesto mi è balzato incontro ...

Io sarei quello lì?

Secondo un noto incursore di questo blog sembrerebbe di sì ...

Ma io rivendico ancora la possibilità di ricavare dall'etimo delle conseguenze educative e pratiche: fobia significa paura e io non ho paura ... rivendico per me il comune sentire per cui un'immagine come quella sopra (tratta da corriere.it) non mi fa paura ma pena.

E mi fanno altresì pena quelli per cui un prete pedofilo è un prete ma un gay pedofilo è un pedofilo ... così come quelli per cui discriminare un Papa è un diritto ma criticare un docente universitario è un vilipendio, quelli che parlano di diritti per sè e doveri per gli altri: in una parola non mi sento omofobico ma omoschifico ... l'etimo è etimo!!

Uncas @ 14:25 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 18 maggio 2009 | in : , islam, armenia, genocidio, kurdistan

mamma li Turchi!

Ata Kazaz - Bambini Kurdi, 1982

Il Premio Nobel turco Orhan Pamuk verrà processato per attentato alla integrità della nazione, la sua colpa: aver affermato «Noi turchi abbiamo ucciso 30.000 Curdi ed un milione di Armeni e nessuno, tranne me, in Turchia osa parlarne»

Intanto in Turchia si muore per onore ... 1100 morti in cinque anni (2003 - 2007, un morto a settimana nella "civile" Istanbul) e l'ultima vittima ridotta in fin di vita è una giovane donna di 23 anni mutilata di naso e orecchie, accoltellata all'addome e abbandonata in un campo.

Non c'è che dire: benvenuti in Europa!!

Uncas @ 13:18 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 16 maggio 2009 | in : copioincollo
Dialogo I
changeling_wallpaper02
[Voce fuori campo:] Chi sei?
[G:] Mah, non so.
[Voce fuori campo:] Chi sei?
[G:] Sono un non so.
[Voce fuori campo:] L’ironia è un’arma della borghesia. Chi sei?
[G:] Sono… sono uno che scrive.
[Voce fuori campo:] Ah, sei un poeta!
[G:] Beh, chiamami come ti pare.
[Voce fuori campo:] Un poeta rivoluzionario?
[G:] Sì, rivoluzionario.
[Voce fuori campo:] E di cosa parli?
[G:] Parlo dell’uomo, dei suoi rapporti, dell’amore, parlo di un albero…
[Voce fuori campo:] Ah, di un albero, ero lì che ti aspettavo! Ma non lo sai che parlare di un albero in tempo di rivoluzione è come tradire la rivoluzione?
[G:] C’è la rivoluzione?
[Voce fuori campo:] Non fare lo spiritoso! Parlavo dell’impegno, dell’impegno ideologico.
[G:] Questa l’ho già sentita.
[Voce fuori campo:] L’hai già sentita ma non l’hai imparata.
[G:] Non è che non l’ho imparata, è che a me non interessa il cervello che va, va, chissà dove… deve passare di qui, dentro. È l’istinto che mi interessa, lo stomaco!
[Voce fuori campo:] Ah, lo stomaco, ero lì che ti aspettavo!
[G:] Eh ma tu mi aspetti sempre da tutte le parti!
[Voce fuori campo:] Per forza, fai ancora il discorso sui sentimenti, sui dolori… lo so dove vuoi arrivare. Ma credi veramente di servire a qualcosa?
[G:] Mah, non so. Servo a qualcosa? Dite, ditelo voi, servo a qualcosa?… non dicono.
[Voce fuori campo:] Non servi a niente! Sei un poeta borghese. Ti rinchiudi in te, non riesci a tirare fuori un’idea, modificarla, cambiarla.
[G:] Un’idea, modificarla, cambiarla, elaborarla… ci vuole mica tanto! È cambiarsi davvero, è cambiarsi di dentro che è un’altra cosa!

di Gaber - Luporini / 1972
Uncas @ 08:00 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 08 maggio 2009 | in : immagini e parole

LEGAmoli

Uncas @ 11:51 | commenti (3)(popup) | commenti (3)