giovedì, 29 maggio 2008 | in : politica, ridere, immagini e parole, veltroni

so' comunista così

Che Que Warhol

sarà, ma il "raid nazista al Pigneto" a me è apparso fin da subito - come altri episodi di cronaca - la foglia di fico dietro la quale Veltroni e l'establishment del Partito Democratico vogliono nascondere i loro problemini contingenti.

Ma la fantasia ha superato la realtà: il "fascinazista" che si presenta in questura col tatuaggio di Che Que Vara sul braccio e racconta la sua storia - simile a quella di tanti di noi - è la reincarnazione di Mario Brega ... come scordarlo?

"Ah zoccole'!!!!"

 ULTIM'ORA
i collettivi rossi sequestrano il Preside della Facoltà di Lettere della "Sapienza" di Roma ... come titolerà l'Unità domani??
Uncas @ 21:57 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 26 maggio 2008 | in : friends, rule breaker

vaffanblog ...

foto by Mr Freebird - flickr

vai a fare un blog e le conseguenze non le puoi sapere ...

non puoi sapere se qualcuno si incazza o qualcun altro è contento, se ti farai amici simpatici o nemici giurati, se verrai insultato o qualcuno verrà fuori di casa tua ad aspettarti con i petali di rosa in mano ... è vero però che ogni giorno esce fuori un amico dalla ragnatela mondiale.

Per questo ricevere, a distanza di oltre 3 anni un commento e un riscontro al mio copia&incolla su Fabio Bilancini, mi dà una gioia incredibile.

Da padre, penso che al papà di Fabio sia quanto meno di compagnia trovare traccia del suo piccolo grande figlio prematuramente scomparso.

E se nessuno può permettersi di lenire il dolore più grande per un essere vivente, quello di sopravvivere al proprio frutto, la certezza che il frutto non è stato vano e a sua volta sia generatore di rinnovato stupore, potrà essere - spero - la migliore espressione di una presenza che può permettersi di dire "non piangere!" di fronte a quel vuoto.

Quel vuoto ma anche quel pieno che consente di guardare con speranza a chi ha 30 primavere meno di noi ... 

Ciao Fabio,

ricordino

FABIO BILANCINI, il suo blog

Uncas @ 15:11 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 22 maggio 2008 | in : res publica, copioincollo, immagini e parole, frociopoli

p o l i t i c a

L'ideologia costruita sull'idolo è per sua natura totalizzante, altrimenti non potrebbe tentare una politica vincente. Se si tratta di ideologie entrambi totalizzanti non possono non generare uno scontro totale.
Così si spiega perché per la Bibbia, l'origine della violenza come sistema dei rapporti, cioè della guerra, è l'idolo.
C'è una favola esopica molto significativa. Questo particolare dell'esperienza che viene selezionato, scelto ideologicamente come luogo del significato del tutto, è come la rana di Esopo che si gonfia per diventare un bue, si gonfia fino a scoppiare. Questo è il simbolo della violenza della guerra.

Uncas @ 22:00 | commenti (popup) | commenti
sabato, 10 maggio 2008 | in :
n o i   v i l l a n i ...
Uncas @ 17:53 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
mercoledì, 07 maggio 2008 | in : politica, gaffe, dachepulpito

fascismo sì, fascismo no ...

La prima pagina d l'Unità di oggi: sei colonne a tema

perchè da 4 giorni il dibattito politico si agita intorno al "sempreverde" tema del nazi-fascismo?

premetto: l'uscita di Fini durante "porta a porta" è abnorme, fuoriluogo, politicamente incauta , in una parola  STUPIDA (e mi fermo qui perchè meglio di me ne hanno detto altri) ...

Ma perchè si insiste tanto sulla morte del ragazzo di Verona?

Se si arriva a fare una graduatoria fra morti, fra quantità di morti, fra morti e bandiere, fra tessere degli assassini, a inquadrare il-nemico-alle-porte ... mi chiedo perchè?

A quella madre che dopodomani accompagnerà una bara, cosa renderà giustizia?

A me sembra che manchi sempre un pezzo, che al nulla che denota il delitto di Verona (come TUTTI i delitti) al niente che avanza, manca sempre un qualcosa che sociologi, giornalisti, politici e ... coglioni non riescono a produrre con anni di pensose affermazioni, altro che bandiere ...

«Si recò in una città chiamata Naim, e facevano la strada con lui discepoli e grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova, e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e, fatto un passo, le disse: "Donna, non piangere!"». Come «non piangere»? Ma si può dire «non piangere» a una donna in quelle condizioni? Dietro la bara del figlio, vedova, sola? Provate a immaginarvi che onda o che mare di tenerezza doveva esserci in quell'uomo straniero che, vedendola, fa un passo avanti, forse le mette una mano sulla spalla, e le dice: «Donna! Donna, non piangere!». «E accostatosi, toccò la bara, mentre i portatori si fermarono, e poi disse: "O giovane, dico a te: alzati!". E il morto si levò a sedere e incominciò a parlare, ed Egli lo diede alla madre» Ma risuscitalo subito! Accostati e risuscitalo! O, dal posto dove sei, grida che il morto ritorni in vita! Che bisogno c'era di andare lì, fare un passo avanti e dire: «Donna, non piangere!»? Ma piangeva lui! Qualcosa in lui piangeva. In lui c'erano questa potenza e questa pietà, questa affezione e tenerezza e questo dominio e potere sulla realtà!

Uncas @ 15:14 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
lunedì, 05 maggio 2008 | in : ridere

è una genialona!! 

Uncas @ 17:14 | commenti (4)(popup) | commenti (4)