m i v e r g o g n o

Succede nella mia città, un Preside di un Istituto "superiore", che ha evidentemente preso troppo alla lettera chi ha straparlato di "scuola-azienda" e di "docenti-manager", suggerisce ai professori di alzare le medie dei propri studenti, non facendo quello che sanno fare - cioè insegnando la propria materia - ma semplicemente facendo sì che un "4" diventi "6" e un "5" diventi "7".
Così, con questa proprietà traslativa della votazione, il bravo docente tutelerà "la sopravvivenza stessa dell'Istituto" (sic!).
Parlare di educazione tout court, del resto, oggi è impossibile: ci si educa alla legalità, all'ecologia, alla tolleranza ... mai che sia possibile educarsi ... e basta!
Questo episodio, unito ai mille che mi vengono riferiti dagli sfortunati conoscenti che insegnano nelle scuole italiane, mi convince sempre più dell'ottima scelta fatta a suo tempo, di non inoltrare al provveditorato la domanda per insegnare diritto.
La poesia della tradizione
Oh generazione sfortunata!
Cosa succederà domani, se tale classe dirigente -
quando furono alle prime armi
non conobbero la poesia della tradizione
ne fecero un'esperienza infelice perché senza
sorriso realistico gli fu inaccessibile
e anche per quel poco che la conobbero, dovevano dimostrare
di voler conoscerla sì ma con distacco, fuori dal gioco.
Oh generazione sfortunata!
che nell'inverno del '70 usasti cappotti e scialli fantasiosi
e fosti viziata
chi ti insegnò a non sentirti inferiore -
rimuovesti le tue incertezze divinamente infantili-
chi non è aggressivo è nemico del popolo!
I libri, i vecchi libri passarono sotto i tuoi occhi
come oggetti di un vecchio nemico
sentisti l'obbligo di non cedere
davanti alla bellezza nata da ingiustizie dimenticate
fosti in fondo votata ai buoni sentimenti
da cui ti difendevi come dalla bellezza
con l'odio razziale contro la passione;
venisti al mondo, che è grande eppure cosi semplice,
e vi trovasti chi rideva della tradizione,
e tu prendesti alla lettera tale ironia fintamente ribalda,
erigendo barriere giovanili contro la classe dominante del passato
la gioventù passa presto; oh generazione sfortunata
arriverai alla mezza età e poi alla vecchiaia
senza aver goduto ciò che avevi diritto di godere
e che non si gode senza ansia e umiltà
e così capirai di aver servito il mondo
contro cui con zelo " portasti avanti la lotta ":
era esso che voleva gettar discredito sopra la storia - la sua;
era esso che voleva far piazza pulita del passato - il suo;
oh generazione sfortunata, e tu obbedisti disobbedendo!
Era quel mondo a chiedere ai suoi nuovi figli di aiutarlo
a contraddirsi, per continuare;
vi troverete vecchi senza l'amore per i libri e la vita
e, se eravate intellettuali,
non voleste dunque esserlo fino in fondo,
mentre questo era poi fra i tanti il vostro vero dovere,
e perché compiste questo tradimento ?
per amore dell'operaio: ma nessuno chiede a un operaio
di non essere operaio fino in fondo
gli operai non piansero davanti ai capolavori
ma non perpetrarono tradimenti che portano al ricatto
e quindi all'infelicità
oh sfortunata generazione
piangerai, ma di lacrime senza vita
perché forse non saprai neanche riandare
a ciò che non avendo avuto non hai neanche perduto;
Io invecchiando vidi le vostre teste piene di dolore
dove vorticava un'idea confusa, un'assoluta certezza,
una presunzione di eroi destinati a non morire -
oh ragazzi sfortunati, che avete visto a portata di mano
una meravigliosa vittoria che non esisteva!
(Pier Paolo Pasolini 1971 - da Trasumanar e organizzar )





