giovedì, 22 maggio 2008 | in : res publica, copioincollo, immagini e parole, frociopoli

p o l i t i c a

L'ideologia costruita sull'idolo è per sua natura totalizzante, altrimenti non potrebbe tentare una politica vincente. Se si tratta di ideologie entrambi totalizzanti non possono non generare uno scontro totale.
Così si spiega perché per la Bibbia, l'origine della violenza come sistema dei rapporti, cioè della guerra, è l'idolo.
C'è una favola esopica molto significativa. Questo particolare dell'esperienza che viene selezionato, scelto ideologicamente come luogo del significato del tutto, è come la rana di Esopo che si gonfia per diventare un bue, si gonfia fino a scoppiare. Questo è il simbolo della violenza della guerra.

Uncas @ 22:00 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 04 aprile 2008 | in : res publica

cosa chiedere alla politica ...

Stanlio e Ollio in salsa meneghina

Stan Laurel & Oliver Hardy

non la salvezza, dell'altro mondo ma un po' più di sicurezza in questo

non i valori assoluti, ma almeno qualche certezza su dove vogliamo portare questa barchetta sfondata

risolvere qualche contraddizione della vita sociale, del tipo:

il Comune mi dà il viagra ma la Regione non mi rimborsa la spesa per gli occhiali, così avrò un'erezione ma la infilerò nel posto sbagliato.

La mia Regione realizza aviosuperfici con criteri clientelari ma poi non si coordina con il Ministero dell'Agricoltura che non si coordina con quello della Salute, così abbiamo 14 eliporti ma nessun elicottero polivalente che possa intervenire in caso di emergenza.

L'agenzia delle Entrate mi dice che posso detrarre le spese per la palestra ma non quelle della scuola di mia figlia, così avrò un culo scolpito ed una progenie ignorante.

Posso comprare una macchina da 430 cavalli ma non usarne più di 75, così Lucaluca fattura e io cresco represso.

Pago l'imposta sulla spazzatura in base ai metri quadri in cui vivo, così se per caso mi venisse in mente di differenziare plastica e umido, sono comunque motivato a mischiare tutto.

So che fra 7 anni in Italia avremo l'EXPO ma nessuno mi spiega perchè da 40 anni in Calabria non ci sia una strada con l'asfalto vero e che non diventa pericoloso dopo due cm di neve ...

Uncas @ 13:46 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 20 marzo 2008 | in : politica, res publica

pregiudizi

"Sentiamo però che nei confronti della politica, c'è una difficoltà di comprensione, un distacco e anche un elemento di pregiudizio abbondantemente inoculato da cose che si leggono qua e là. Bisogna reagire a questi fenomeni che un tempo si sarebbero chiamati di qualunquismo."

Giorgio Napolitano

Il fatto che fra i politici ci sono tanti pregiudicati potrebbe spiegare la frase del Presidente?

Uncas @ 11:49 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 14 marzo 2008 | in : politica, birmania, tempi moderni, res publica, gaffe
il Padrino ride
godfather
eppure ci sono elezioni politiche nazionali, eppure si parla da mesi di emergenza rifiuti in Campania (entro due settimane sarà un'emergenza sanitaria: arriva il caldo), eppure ci sono elezioni amministrative in Sicilia ... ma nessuno parla più di crimine organizzato, e chi lo fa finisce come Roberto Saviano, tutti lo vogliono e nessuno lo aiuta, eppure i magistrati trovano il tempo per ascoltare 35mila testimoni ... ma non per scrivere le motivazioni di una sentenza ...
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ANCORA ULTIMO – INQUISITI, PUNITI, COSTRETTI A CONGEDARSI – GLI UOMINI CHE ARRESTARONO TOTÒ RIINA, COMPRESO IL CELEBRE CAPITANO ULTIMO (CHE ORA SI OCCUPA DI AMBIENTE), SONO STATI MESSI AI MARGINI…

Elena Porcelli per “Panorama”
Inquisiti, puniti, costretti a congedarsi, relegati in uffici lontani dalle indagini più calde. Che fine hanno fatto gli uomini che arrestarono Totò Riina? La domanda sorge spontanea dopo l’inchiesta che ha coinvolto il maresciallo dei carabinieri Riccardo Ravera, nome di battaglia Arciere, l’uomo che ha messo le manette a Totò Riina.

Ravera ha saputo dai giornali di essere indagato dalla procura di Torino per concorso in estorsione, lo scorso 8 dicembre. L’inchiesta riguarda il furto degli arredi, per un valore di oltre 20 milioni di euro, della palazzina di Stupinigi. Il maresciallo è riuscito a ottenere che i ladri li restituissero in cambio di un riscatto di 250 mila euro. Naturalmente ha trattato con personaggi loschi. Ma non ci ha guadagnato nulla, tranne una medaglia al valore, che ora è pronto a restituire, perché «il prezioso simbolo non venga infangato» come ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Arciere vive adesso nella condizione di indagato e aspetta di essere convocato dai magistrati per poter chiarire la situazione. «Non si capisce di quale colpa si sarebbe macchiato il mio cliente» dichiara Loredana Gemelli, l’avvocato di Ravera. «Tutte le sue mosse sono state concordate con i suoi superiori, che però si sono rifiutati di rispondere alle mie domande e di aiutarmi a scagionarlo. L’idea di perdere l’onore lo sconvolge».

Un sentimento difficile da capire per chi non è un militare, ma fondamentale nella psicologia di tutti gli uomini del Crimor, il nucleo di una quindicina di carabinieri, guidato da Sergio De Caprio, più noto come capitano Ultimo, che è stato smantellato e disperso nel 1997. “Panorama” ha ricostruito che cosa fa ora ciascuno degli uomini che hanno lavorato alla cattura di Totò ’u curtu.

Ma perché trattare in questo modo chi ha combattuto contro la mafia? «Il Crimor, con la sua efficienza, ha scatenato l’invidia di molti» è la tesi dell’ex militare. «Siamo arrivati in Sicilia nel 1992 e in meno di un anno abbiamo fatto quello che a loro non era riuscito in trent’anni e che credevano impossibile. Non abbiamo mai chiesto soldi od onorificenze, solo di poter continuare a lavorare, e ci è stato negato».

Homar ora vive in una piccola isola vicino alle coste sarde, fa volontariato con i disabili mentali e si occupa di «coaching», cioè di formazione e motivazione psicologica nelle aziende e nelle squadre sportive. Solo metà degli uomini del Crimor sono rimasti nei carabinieri. Aspide e Barbaro sono nei Ros in Lombardia, Vichingo sta nell’archivio di un comando del Piemonte e Oscar in un Nucleo operativo ecologico. De Caprio, l’Ultimo che ha dato il nome alla squadra, ora lavora in un Noe (nucleo operativo ecologico, oggi comando per la tutela dell’ambiente) del Lazio. La sua carriera si fermerà al grado di colonnello.

Insomma, Ultimo di nome e di fatto, lasciato in fondo alla graduatoria per la promozione a generale. È stato processato e assolto nel 2006 dall’accusa di favoreggiamento alla mafia, una vicenda che ha danneggiato molto la sua immagine e la sua carriera. Da anni i suoi superiori non gli consentono di rilasciare interviste a giornali e televisioni, con la motivazione che in passato si è messo troppo in evidenza. Insieme al suo alter ego televisivo, l’attore Raoul Bova, ha creato la fondazione Capitano Ultimo, che sostiene vari progetti di volontariato. L’ultima impresa è la Cittadella della solidarietà e della legalità, su un terreno messo a disposizione dal Comune di Roma.
Molti di loro hanno rinunciato a lavorare per lo Stato. L’ufficio stampa dei carabinieri minimizza il ruolo di questo piccolo gruppo: la gente si sarebbe fatta l’idea che Ultimo e i suoi siano eroi a causa delle fiction televisive, mentre il merito reale della cattura del capo della mafia va diviso tra centinaia di militari. E l’eccessivo protagonismo nell’Arma non è gradito.

Dunque, dove sono finiti gli uomini di Ultimo? Nello si è congedato dai carabinieri e ora vende enciclopedie in Piemonte. Anche i suoi compagni Ombra, Pirata, Pluto e Daigoro hanno lasciato l’Arma e lavorano nel settore della sicurezza privata. Parsifal e Merlino sono morti di cancro. I componenti del gruppo sono indicati con i nomi di battaglia, tranne quelli le cui generalità sono state rese note da altri mezzi d’informazione, perché è ancora valida la sentenza di morte pronunciata dalla cupola mafiosa contro di loro e le loro famiglie.

Homar è rimasto nei carabinieri fino al 2002, anno in cui è stato congedato, malgrado sia qualificato come paracadutista, tiratore scelto e artificiere, ex Gis (le teste di cuoio dei carabinieri). «Ho accettato il provvedimento solo perché non potevo perdere la pensione» racconta a “Panorama”.

«Hanno fatto di tutto per liberarsi di me: negli ultimi tempi venivo punito in modo esagerato per ogni mancanza e sono stato trasferito lontano da mia moglie e mia figlia. I miei superiori non mi hanno neppure avvertito quando un’organizzazione criminale sarda ha messo nel mirino la mia famiglia. Sono venuto a saperlo tempo dopo da un magistrato»
Uncas @ 18:01 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 07 dicembre 2007 | in : politica, res publica

il pacco sicurezza

Ho cercato per almeno mezz'ora di trovare il testo di questo famoso "emendamento anti discriminazione omofobica" contenuto nel "pacchetto sicurezza" per cui il Governo Prodi ha rischiato l'ennesima caduta ma si è comunque assicurato panettone e spumante ...

Non ce l'ho fatta, non ho il testo, non ho il nome di chi ha proposto l'emendamento ...

Ma soprattutto non ho capito che accidenti c'entra la discriminazione sessuale con le "disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza" di persone arrivate in Italia solo per delinquere.

Se qualcuno mi aiuta ...

Uncas @ 18:08 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
mercoledì, 05 settembre 2007 | in : politica, sicurezza, res publica

pubblica sicurezza

«È un risultato molto importante, frutto della determinazione con cui le forze dell'ordine e la magistratura hanno portato avanti un'indagine difficile. Questi criminali devono sapere che i loro delitti non restano impuniti». Così il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, si è congratulato con le forze dell'ordine per l'operazione. «Le rapine in villa sono un reato odioso sul quale la polizia e i carabinieri sono particolarmente impegnati. Il fenomeno resta preoccupante, ma particolarmente efficace è risultata l'attività di contrasto».

«L’indulto - ha aggiunto Mastella - è un fatto straordinario è come una eclissi che capita una volta ogni tanto dopo la quale c’è la normalità e nella normalità la scansione della pena certa deve essere un fatto che i cittadini acquisiscono come tale».

Il romeno si è allontanato senza problemi nella tarda serata di ieri dall'ingresso principale dal centro Virtus, in via dei Colombi, nel quartiere Torre Maura, dove ieri mattina era stato portato dal centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli, in base ad un provvedimento del tribunale dei minorenni di Roma. Ieri, dopo il suo arrivo, il ragazzo aveva avuto colloqui con gli operatori sociali del centro, che non è vigilato.

Uncas @ 08:44 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 30 agosto 2007 | in : res publica, colletta alimentare

la UE contro la Chiesa

La leggenda metropolitana di questi giorni è che la Chiesa Cattolica abbia dei "privilegi fiscali".

Di fatto l'esenzione da alcune imposte che viene accordata ad alcuni edifici di proprietà ecclesiale e ad alcune delle attività che vi si svolgono, è ampiamente compensata dalla realizzazione della mission (è il caso di dirlo) aziendale che la Chiesa Cattolica realizza.

Mission che non è comune ad altre confessioni religiose che godono degli stessi "privilegi fiscali" non compensati - a volte - da alcuna contropartita di valore umanitario - sociale.

Faccio un esempio: l'azione del Banco alimentare in Italia - svolta in gran parte tramite enti quali parrocchie, diocesi, comunità residenziali per disagiati che utilizzano locali che ricevono i c.d "privilegi fiscali", ha una ricaduta di circa 200 milioni di euro per il paese (vale a dire 40 volte di più di quanto stanziato dallo Stato per l'emergenza incendi di questi mesi!) e raggiunge oltre 1,3 milioni di persone.

 Io ho idea che il bilancio dello Stato che dovesse accollarsi gli oneri di tali interventi di Utilità Sociale e incassare i "privilegi fiscali", sarebbe ampiamente deficitario .... ma questa è una mia intuizione ...

Uncas @ 10:20 | commenti (popup) | commenti
mercoledì, 01 agosto 2007 | in : res publica, libertà, rule breaker

la Chiesa patriottica

Un denario romano

Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.  E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui.

(vangelo secondo San Marco 12. 13-17)


Perchè si agita tanto romano Prodi? Vuole forse che la Chiesa diventi una succursale della Agenzia delle Entrate? O spera che domenica le Chiese si trasformino in un enorme spot pro Visco??

L'ipocrisia farisaica non è nuova al nostro "cattolico adulto", nemmeno l'utilizzo ai propri fini delle parole del Vangelo: in Cina la chiamano Chiesa Patriottica e serve a mettere briglia e morso alla libertà ... in Italia il novello Imperatore dimentica che a Cesare si restituisce il denario d'argento ma a Dio si deve pure qualcosa, quantomeno il rispetto!

o ci si deve ricordare solo di quello che deve fare la Chiesa per lo Stato e mai del contrario??

Uncas @ 17:46 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
mercoledì, 18 luglio 2007 | in : tempi moderni, res publica, umbria

il traffico

il traffico a Perugia, oggi è un problema come nella Palermo di Johnny Stecchino, tutti i dipendenti pubblici - e in Umbria sono tantissimi - che corrono a timbrare personalmente il cartellino ...

Successe la stessa cosa alcuni mesi fa, in Regione Umbria, un dipendente subito fantasiosamente ribattezzato "gola profonda", che doveva far carriera ed avanzare a dirigente, fece nomi e cognomi dei fancazzisti, ci furono i blitz, le telecamere nascoste, furono beccati in palestra dipendenti e dirigenti che risultavano in ufficio ... e la barista di piazza del Bacio commentò: "da due giorni non si vende un caffè fuori dalla pausa pranzo, aspetta un paio di settimane e tutto tornerà come prima!!"

E così è stato.

Viviamo in una Regione che fa parte di un paese dove non si può toccare chi ruba lo stipendio, l'orribile caso del professor M. ce lo conferma, il professor Pietro Ichino, per aver osato dire che nella Pubblica Amministrazione più che premi a pioggia occorre punire i "fannulloni" vive sotto scorta.

E in questo contesto i sindacati cercano di far passare come "usuranti" lavori come "maestre d'asilo", "addetto al call center", "doganiere".

Quando, nell'arco di una generazione, si passa dal definire il lavoro da "nobilitante" ad "usurante" il problema non è nei blitz, ma nell'educazione dell'uomo.

Uncas @ 07:58 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
mercoledì, 28 febbraio 2007 | in : ridere, res publica, immagini e parole

il cacio sui maccheroni

una vecchia pubblicità del formaggio Belpaese Galbani diceva: "la fiducia è una cosa seria che si dà alle cose serie" ...

Uncas @ 14:58 | commenti (3)(popup) | commenti (3)